La rubrica del neonatologo

La rubrica del neonatologo

ALLATTAMENTO AL SENO - PARTE SECONDA

allattamento-seno-Allattamento al seno nel neonato pretermine o comunque in un neonato che non sta bene

Alcuni passaggi per partire … intanto è meglio non perdere il latte.

Per prima cosa va favorita e mantenuta la produzione di latte materno, cominciando e continuando a spremere il latte, con costanza. Sappiamo che le mamme dei piccoli prematuri o che presentano problemi inaspettati alla nascita hanno più difficoltà, l’allattamento al seno è più difficile, le mamme sono spesso stressate ed in ansia per la vita del bambino, talora hanno scarsa fiducia che il loro latte vada bene come quantità e qualità: in realtà la mamma deve sempre essere certa che sta facendo un latte ” giusto” per il suo bambino e che lei partecipa anche con il latte alle cure per il suo piccolo.

Il latte va tolto ad orario, ogni 3 ore, con una pompa elettrica continuando per 1-2 minuti dopo che ha cessato di defluire; va tenuto un diario di quando e quanto latte viene tolto (quadernetto speciale del latte): questo serve per vedere quando il latte inizia a calare (per trovare la soluzioni efficaci il rimedio deve essere precoce, entro 3 giorni dal calo del latte). I farmaci (Peridon, Plasil) sono importanti in questi casi e consentono alle madri di mantenere più a lungo il latte; non ci sono effetti collaterali per i neonati e scarsi effetti (un po’ di sonnolenza) per le mamme. Ricordatevi che generalmente il calo di latte avviene dopo 6 settimane

Spesso il latte è poco, soprattutto all’inizio ma, anche se scarso, è sufficiente per quel piccolo bambino e la qualità (come vi ho già spiegato) è sempre buona. Le madri generalmente sono contente di togliere il latte per il loro bambino.

Gli operatori sanitari devono sempre spiegare alle mamme che non c’è modo migliore di alimentare un neonato malato; questo favorirà la progressione della cultura dell’allattamento al seno nel neonato malato.

Veniamo adesso a parlare del dopo, cioè di quando potremo mettere al seno il nostro bambino. Per farlo cerchiamo di capire come matura il meccanismo della suzione e della deglutizione.

Il meccanismo della suzione e deglutizione è qualcosa di complesso e meraviglioso che comincia a strutturarsi già nel feto: questo infatti a 9 settimane muove la bocca e la parte inferiore della faccia, a 12 settimane già inghiotte i liquidi che gli arrivano in bocca, a 18-24 settimane comincia a succhiare. Ma solo a 32-44 settimane può incominciare a succhiare e a deglutire per alimentarsi, senza correre il rischio di andare in apnea o di soffocarsi, il rischio, per dirla in parole semplici, che gli vada di traverso.

La suzione-deglutizione è quindi un meccanismo che nasce e si perfeziona con la maturazione del cervello e con l’aumento della massa muscolare; sono coinvolti i nervi cranici, numerosi, che lavorano insieme, oggi si direbbe in un network, aiutandosi l’uno con l’altro. La zona del cervello dove sono collocati questi veri e propri centri di comando è il midollo allungato cioè la parte più alta del midollo spinale, subito sotto la base del cervello (una zona che può subire danni nel neonato che ha avuto asfissia). In quella zona è stato identificato il centro della deglutizione che è intimamente connesso al centro del respiro, quello del gagging (conato di vomito) e quello del vomito vero e proprio ed anche il centro della suzione: in questo centro arrivano le informazioni gustative e propriocettive dalla periferia (sono cioè informato continuamente di come sto lavorando con i miei muscoli della suzione e della deglutizione, perché questo lavoro è un lavoro di muscoli) e ricevo indicazioni se e come andare avanti dalle zone superiori del cervello (sta attento che ti sta andando di traverso, tossisci senno ti soffochi, che fatica bestiale, sono stanco morto….).

Quindi in poche parole siamo programmati per farcerla, per mangiare, succhiare e … sopravvivere.

Per non farla troppo lunga oggi ci fermiamo qui, ma a breve vi invierò il seguito.

Ciao, ciao da Augusta Janes

I PRIMI GIOCHI

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Qualche volta i genitori ci chiedono quali sono i primi giochi da acquistare , ma più spesso vanno nei negozi dove sono attratti da una quantità di scatole multicolori, e cercano di capire cosa potrebbe far divertire il loro figlio.

In realtà il gioco (inteso come oggetto) per il bambino di 4-5 mesi di vita, che ha iniziato da poco l’uso delle mani nella funzione della manipolazione, dovrebbe avere alcune caratteristiche, per raggiungere lo scopo di un uso piacevolmente frequente :

-sicuramente la leggerezza , la comprimibilità, in modo che le dita, che ancora non sanno bene coordinarsi per una manipolazione funzionale, trattengano il gioco senza lasciarlo cadere.

 

In seguito il bambino non ha la necessità di apprendere gli aspetti qualitativi attraverso la bocca, mano a mano che si sviluppa la conoscenza degli oggetti attraverso la manipolazione sotto il controllo visivo, modalità che ci è familiare e che usiamo in seguito per tutta la vita (leggi di più)

 

Allattamento al seno e/o latte materno nei ricoverati in terapia intensiva neonatale (dott.ssa Augusta Janes, settembre 2017)

allattare-al-senoPerchè ne parliamo? Perchè è importante? Quanto è importante?

E' importante per tutti i neonati , ma per il neonato separato dalla madre il latte materno è spesso l'unico legame , come un filo che lega insieme madre-bambino e che non li lascia separare, l'unica cosa che talora una mamma può dare al neonato malato , piccolo, fragile. Questo legame la fa sperare, la fa sentire utile. Spesso infatti la mamma ha la sensazione che il figlio è come se appartenesse ad altri, più bravi , più tecnici, più capaci di aiutarlo; quindi è importante per riprendere la loro relazione , il loro discorso interrotto con la nascita”patologica” e per riavviare e dare vigore al loro discorso di amore.

Non è però solo una questione di relazione e di sentimenti, anche se questi restano al primo posto nella vita per le implicazioni di crescita dell'identità, per quello che cioè saremo da grandi , delle persone piene di ia e di speranza, serene, sorridenti o piene di paure e di ansie. Leggi di più

Il sonno del neonato- 2 capitolo

Eccoci alla puntata successiva del capitolo “sonno del neonato”

Come abbiamo detto il sonno è funzione della maturazione cerebrale, si sviluppa via via che il bambino crescendo , diventa più grande in tutte le sue capacità , le sue possibilità di vita, di autonomia dalla mamma. Esaminiamo il problema dalla nascita: se il “nostro “ nasce a termine è ben equipaggiato ma comunque esce da un posto dove non c'era freddo , caldo, fame , sete , luce ; le voci erano ovattate , il mondo programmato ed ad una certa ora si faceva questo, ad un altra si faceva quell'altro (cose che in genere riflettevano la vita della madre e la vita di noi adulti e' quanto di più programmato e statico ci sia ): non era presente la forza di gravità quindi non ci si sentiva “cadere”, quando il feto si muoveva, continuamente toccava il confine e gli arti ritornavano sul corpo, movimento autoconsolatorio
Quindi la prima difficoltà del neonato è quella di conoscere ed adattarsi a questo nuovo mondo; deve crearsi dei punti di riferimento, deve conoscere “il territorio”: per lui il territorio è il suo ambiente , la sua casa fatta di suoni, rumori, odori ; il suo mondo è anche il volto della mamma, la sua voce ; nel frattempo deve imparare ad autoregolarsi a tranquillizzarsi. Leggi di più

La voce della mamma

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Durante la gravidanza il figlio cresce nel liquido amniotico, cullato nel dondolio dato dai movimenti materni, in un ambiente protetto da rumori familiari perché ripetitivi, diventati rassicuranti in quanto non improvvisi o inattesi : ascolta il battito cardiaco della madre, i borborigmi (borbottii) intestinali, dal 3° trimestre percepisce distintamente la sua voce e impara a conoscerne l’intonazione e il ritmo: alla nascita non sbaglierà e risponderà prontamente proprio a quella voce, solo un po’ diversa perché trasmessa attraverso l’aria, ma sicuramente amica.

Attraverso gli studi condotti con le registrazioni ecografiche durante la gestazione è stato evidenziato che il feto reagisce prontamente alla voce materna, con variazioni della frequenza cardiaca, che accelera all’inizio di una frase dopo un periodo di silenzio, ma ...

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Il sonno del neonato

41_QQ10195Nei colloqui con i genitori che precedono la dimissione dalla terapia intensiva, si parla anche del sonno.

Il sonno è una cosa importante; durante il sonno il nostro cervello fa una specie di “reset”, mette in ordine le informazioni, pulisce la lavagna, allora io posso scriverci cose nuove.

Non si nasce con un sonno strutturato, il sonno è una funzione dello sviluppo cerebrale; nei prematuri di basse o bassissime età gestazionali è difficile differenziare il sonno dalla veglia; probabilmente una buona strutturazione del sonno non avviene prima delle 32-33 settimane di età corretta; il sonno quindi matura con il bambino, con il tempo, ma matura di più e meglio se l’ambiente dove cresce il “nostro” piccolo è adeguato (parleremo a suo tempo in un altro pezzetto di scritto dell’importanza dell’ambiente di crescita e teniamo conto che l’ambiente per i prematuri più delicati è, per alcuni mesi, la terapia intensiva neonatale), come per le piante: se il tempo è bell,o se non c’è siccità, ma anche se non piove troppo, se gli diamo da mangiare bene … le piantine crescono meglio, i pomodori sono più saporiti e non si ammalano …Leggi di più

 

I nonni

Alla dimissione dall’ospedale, quando si porta a casa il piccolo c’è una felicità tanto grande che molti genitori mettono solo allora sulla porta di casa il fiocco rosa o azzurro per dire al mondo che c’è un nuovo arrivato; tra le altre cose si vuol dire agli altri, ma soprattutto a se stessi come genitori, che si è raggiunto un traguardo stabile di salute, tutta la famiglia finalmente è a casa.

E’ in questo momento che si avvicinano di più anche i nonni, ad offrire un aiuto pratico nelle faccende domestiche ma anche un conforto che va al di là di questo; i nonni si accostano con prudenza alla famiglia giovane e capiscono che è arrivato il momento di mettersi a disposizione con la loro saggezza, senza troppo interferire nella gestione del nipote.

Sicuramente ora ci sono modalità diverse di porsi nell’allevare un figlio, Leggi di più 

Il ritorno a casa: l'alimentazione

allattamento-seno-Negli incontri con i genitori prima della dimissione per prima cosa parlo sempre dell’alimentazione.

Infatti dico alle mamme che le domande sull’alimentazione –quanto gli devo dare da mangiare e quando gli devo dare da mangiare – sono le domande classiche che una mamma fa sempre e sono le prime domande.

E’ anche logico perché tutte le mamme hanno nei confronti del loro bambino delle angosce di morte e se il bambino non mangia per la mamma può significare che può morire

Quindi quando gli devo dare da mangiare e quanto? E cosa ? e perché quella cosa , quel latte e non un altro? Leggi di più

 

 

Il momento del ritorno a casa

Si parla di dimissione finalmente, e questo è un bel momento, quando i medici del reparto possono dire che il bambino non ha più bisogno di loro, o comunque non così tanto da giustificare il ricovero…

Il ritorno a casa riempie di gioia e di preoccupazione i genitori: il loro figlio è stato accudito, per un periodo più o meno lungo, da mani capaci che sapevano bene ciò che facevano, che avevano soluzioni pronte per ogni difficoltà.

Il genitore teme di non essere così bravo nella gestione del figlio, si chiede se facendo da solo sbaglierà…

In realtà come operatore che ha vissuto tanti anni in neonatologia ho imparato che tutti i genitori diventano in breve tempo i principali curanti del proprio figlio già durante il ricovero: l’accesso libero al reparto, 24 ore su 24, ha reso facile e continuativa la loro presenza accanto al bambino; si è accresciuta gradualmente l’attenzione alle esigenze del piccolo, con una sensibilità rafforzata dal legame affettivo, che facilita la ricerca di risposte e di benessere per entrambe, genitore e figlio. Leggi di più...

 

Associazione "Il Paese di Lilliput" A.P.S.